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SUMMARY:Salve o Vita!
DESCRIPTION:RegjeRrrrrr Regia e drammaturgia \nClaudio De Maglio \nCon \nPaola Bonesi\, Giulia Cosolo\, Alessandro Maione\, Radu Murarasu\, Stefano Pandolfo\, Tommaso Sculin\, Silvia Cerchier\, Erika Maria Cordisco\, Federica Garbarini\, Sara Volpi\, Sara Wegher \nAssistente alla regia \nMark Kevin Barltrop \nMusiche \nAlan Malusà Magno \nCostumi \nEmmanuela Cossar e Chiara Venturini \nScenografie \nClaudio e Andrea Mezzelani \nMaschere \nFrancesco Garuti \nProduzione \nVettori Ultramondo \nCo-produzione \nCivica Accademia Nico Pepe e Teatri Stabil Furlan. \nAvvicinarsi alla vita\, agli scritti\, ai dipinti alla poetica alla filosofia di Carlo Michelstaedter significa essere attirati in un vortice di vitalità” dichiara Claudio de Maglio che ha curato la drammaturgia e la regia di questo spettacolo e degli altri due che lo hanno preceduto. In questo testo alla figura del padre Alberto e degli amici Enrico (Rico) Mreule e Nino Paternolli\, si affiancano molti altri personaggi\, la madre Emma una chiave fondamentale per la sua crescita e la sua educazione sentimentale\, la sorella Paola complice e compagna di confidenze profonde e intime\, la prozia Irene una donna estremamente ironica che aveva tanto divertito Carlo con le sue visite e poi Jolanda quella che avrebbe potuto essere l’unico vero amore della sua vita. Fanno la loro comparsa anche le altre donne che Carlo aveva amato\, le sorelle Cassini e Nadia Baraden\, la giovane russa conosciuta a Firenze dalla vita rocambolesca e drammatica. Le sue opere\, scritti e dipinti\, trasudano un’energia che illumina un’epoca di quiete apparente che prelude alla prima guerra mondiale. La tragica parabola umana di Carlo rappresenta l’emblematica metafora di una generazione dilaniata da forti lacerazioni\, dove si intrecciano pulsioni e sentimenti contrapposti\, tra vita borghese agiata e tensioni anarchico rivoluzionarie\, tra principio di piacere e ascesi spirituale\, tra attaccamento agli affetti ed aneliti libertari: contrasti che hanno un ruolo essenziale nell’animo di un giovane artista irrequieto. La sua parabola umana si configura come uno struggente inno alla vita\, una luce nel buio dell’umanità. \nLo spettacolo “Salve o Vita! Slanci\, visioni e tormenti del giovane Carlo Michelstaedter” suggella la trilogia dedicata al giovane e talentuoso filosofo goriziano tra più profondi\, profetici e trasgressivi dell’ambito mitteleuropeo. \nIl progetto è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia\, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e si avvale della collaborazione del Kulturni Center Lojze Bratuž\, di Fondazione Bon Colugna\, dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\, del Teatro Miela e Bonawentura. \nDopo il debutto a Gorizia\, città natale di Carlo\, il 10 dicembre al Kulturni Center Lojze Bratuž (ore 20.00) seguiranno le repliche al Teatro Paolo Maurensig a Feletto Umberto il 13 dicembre (ore 20.30) nell’ambito della stagione teatrale della Fondazione Bon inserita nel circuito ERT del Friuli Venezia Giulia e al Teatro Miela a Trieste il 15 dicembre (ore 20.30) nell’ambito della rassegna “Incroci teatrali/nuove scritture”. \nInfo e prenotazioni \nKulturni Center Lojze Bratuž 0481531445 info@centerbratuz.org \nTeatro Maurensig Fondazione Bon 0432 543049 www.ertfvg.it\, www.fondazionebon.com \nTeatro Miela 040 365119 teatro@miela.it
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SUMMARY:Contimi\, Crassigne
DESCRIPTION:Di \n Serena Di Blasio e Carlo Tolazzi \nDa \n‘Le Metamorfosi’ di Ovidio \nCoproduzion  /Coproduzione \n Teatri Stabil Furlan e CTA – Centro Regionale Teatro Animazione e Figure di Gurize \nRegjie di / Regia di \n Serena Di Blasio \nCun / Con \nGiulia Cosolo e Daniele Fior \nPipinots e senografie di / Pupazzi e scenografia di \nDonatella Pau – Is Mascareddas di Cagliari \nUn om vecjo\, intant che al sburte une grande valîs\, une crassigne\, si ferme par polsâ. Une frute i va incuintri e i conte che si è pierdude tal bosc.\nL’om vecjo\, il non enigmatic e ruspiôs di non Iaroni\, al consee ae frute\, di non Gaia\, di scoltâ lis storiis che a contin i ogjets che si cjatin intai scansei misteriôs de crassigne. Iaroni al fevelarà ancje di se. Al è un cramâr\, un vendidôr di strade tradizionâl che al puarte bens e al torne indaûr cun storiis che a vegnin di di là de mont\, storiis che une volte a podevin jessi ancje pericolosis e che a puartavin ideis di une altre culture\, diferente di chê istituzionâl.\nLis tramis contadis di Iaroni a son cuatri e a clamin dongje cuatri episodi de Le Metamorfosi di Ovidi: Narciso\, Ceice e Alcione\, Filemone e Bauci\, Erisittone. In chestis storiis Gaia e cjatarà la strade par lâ fûr dal bosc e il vecjo Iaroni al tornarà a cjapâ la sô vie.\nI protagoniscj a son interpretâts di dôs marionetis manovradis a voli di doi atôrs animadôrs\, Giulia Cosolo e Daniele Fior. \nUn vecchio\, trascinando un grande bagaglio\, una crassigne\, si ferma per riposare. Una bambina gli va incontro raccontandogli di essersi persa nel bosco.\nIl vecchio\, l’enigmatico e scorbutico nonno Iaroni\, propone alla bambina\, Gaia\, di ascoltare alcune storie suggerite dagli oggetti trovati nei cassetti misteriosi della crassigne. Iaroni parlerà anche di sé. È un cramâr\, un tradizionale venditore ambulante che porta merci e riporta storie che vengono da oltre le montagne\, storie che un tempo potevano essere anche pericolose\, foriere di idee di una cultura altra\, diversa da quella istituzionale.\nLe trame raccontate da Iaroni sono quattro e richiamano altrettanti episodi de Le Metamorfosi di Ovidio: Narciso\, Ceice e Alcione\, Filemone e Bauci\, Erisittone.\nAttraverso questi racconti Gaia troverà la strada per uscire dal bosco e il vecchio Iaroni riprenderà la sua via.\nI protagonisti sono impersonati da due pupazzi manovrati a vista da due attori-animatori\, Giulia Cosolo e Daniele Fior. \nPar informazions \nwww.puppetfestival.it
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