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DESCRIPTION:BANDO PER LABORATORIO TEATRALE RIVOLTO AD ATTRICI UNDER 35 \nOmaggio a Caterina Percoto \nDrammaturgia di Paolo Patui \nCondotto da Maria Ariis\, Paolo Patui e Tania Pividori \nNell’ambito del Festival del Teatro delle Lingue Minoritarie che si terrà a Gorizia nel mese di ottobre 2025\, inserito nelle attività culturali per GO!2025\, il TEATRI STABIL FURLAN propone un progetto didattico in forma di masterclass dedicato ad attrici diplomate nelle principali scuole di recitazione italiane\, con il fine secondario di selezionare il cast per una eventuale produzione per la stagione 2026 / 2027. \nREQUISITI DI AMMISSIONE  \nAl laboratorio possono accedere tutte le cittadine italiane e straniere di età non superiore ai 35 anni\, disponibili ad affrontare un’esperienza di recitazione in una lingua minoritaria\, il friulano\, diplomate in scuole di teatro ufficialmente riconosciute\, a conclusione di un corso di formazione della durata di almeno due anni. \nMODALITA’ DI SELEZIONE  \nLe domande di partecipazione alle selezioni dovranno pervenire alla segreteria del festival esclusivamente tramite e-mail all’indirizzo lenghis@lenghisfestival.it e dovranno essere corredate da:\n– dati anagrafici e recapiti (nome\, cognome\, data e luogo di nascita\, indirizzo residenza\, codice fiscale\, matricola enpals);\n– curriculum vitae (con espressa dichiarazione di autorizzazione alla conservazione e al trattamento dei dati personali);\n– dichiarazione sostitutiva del titolo di diploma rilasciato da una scuola di teatro riconosciuta;\n– due fotografie recenti (p.p. e figura intera);\n– indirizzo di posta elettronica per le comunicazioni relative alla presente selezione;\n– indicazioni veritiere rispetto al livello di conoscenza della lingua friulana (non discriminanti rispetto all’ammissione);\n– breve lettera motivazionale ed eventuali link/collegamenti a video di precedenti lavori. \nTEMPISTICHE  \nLe domande dovranno pervenire entro e non oltre le ore 18.00 di martedì 30 settembre e l’esito della domanda verrà comunicato entro il 1 ottobre. Non sono ammesse altre modalità di spedizione diverse dall’invio a mezzo mail\, nemmeno tramite i social del festival.\nLa commissione esaminatrice valuterà l’idoneità dei candidati su base curricolare e motivazionale.\nLa commissione sarà composta da professionisti del settore oltre che da referenti del festival.\nIl laboratorio avrà la durata di 6 giorni\, dal 18 al 23 ottobre compresi\, presso la sede del Teatri Stabil Furlan a Udine e si concluderà giovedì 23 ottobre all’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia con due restituzioni aperte esito del laboratorio\, una in orario mattutino riservata agli allievi delle scuole superiori ed una in orario preserale aperta al pubblico\, nell’ambito del palinsesto del Festival del Teatro delle Lingue Minoritarie.\nGli orari del laboratorio copriranno la giornata dalle ore 10 alle ore 18. (Non sono ammesse assenze.)\nIl laboratorio verterà sul testo “Striis” opera originale di Paolo Patui\, ispirato alla vita ed all’opera di Caterina Percoto\,  di cui verrà spedito il primo atto in formato pdf in lingua friulana ed italiana.\nIl laboratorio prevede un compenso di euro 600 lordi per ogni partecipante e saranno ammesse 7 attrici al massimo.\nIl laboratorio prevede la messa in agibilità per la giornata di restituzione del lavoro al pubblico del 23 ottobre.\nIl laboratorio sarà condotto dalla regista e attrice Maria Ariis\, dal drammaturgo Paolo Patui\, dalla cantante e maestra di coro Tania Pividori\, e vedrà la partecipazione dell’attrice Carla Manzon e della cantante Nicoletta Taricani.
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SUMMARY:I laboratori - Festival dal Teatri des Lenghis Minoritariis
DESCRIPTION:Il Teatri Stabil Furlan\, associazione culturale del Friuli Venezia Giulia\, organizza a Gorizia\, nell’ambito delle manifestazioni per GO!2025\, Gorizia-Nova Gorica capitale europea della Cultura 2025\, LENGHIS\, primo Festival del Teatro delle Lingue Minoritarie\, al quale parteciperanno compagnie catalane\, frisone\, slovene\, sarde\, friulane\, croate\, e all’interno del quale verranno proposti tre laboratori teatrali aventi per tema i rapporti fra le differenti lingue parlate\, sia in scrittura originale che in traduzione. \nIscrivitiLA MASCHERA E IL LINGUAGGIO DEL CORPO\nLaboratorio con le maschere di Commedia dell’Arte condotto da CLAUDIO DE MAGLIO\nIl laboratorio sulla Commedia dell’Arte è un’opportunità unica per esplorare il teatro attraverso una lente diversa\, arricchendo le proprie capacità artistiche. Verterà sulle basi fondamentali per attivare il codice espressivo della maschera e far vivere i personaggi della Commedia dell’Arte\, (nobile tradizione inventata dagli attori italiani del XVI secolo e che si diffuse in tutta Europa fino in Russia)\, con un ‘focus’ speciale sulla maschera dello ‘Zanni’ e la sua origine popolare e contadina\, collegata con la lingua madre di ciascun partecipante.\nIl rapporto con la maschera è un’esperienza arricchente ed entusiasmante\, promuove la creazione di un rapporto intimo\, non del tutto dicibile o traducibile in termini logico razionali poiché svela radici profonde e dà un grande senso di benessere oltre a rinnovare il senso di necessità per un attore che voglia definirsi completo.\nClaudio de Maglio è attore\, autore\, regista e direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine\nSede: Sala Lantieri / Unione Ginnastica Goriziana / Gorizia\nOrari: dal 22 al 24 ottobre 2025 dalle 10.30 alle 13.30\nRestituzione aperta: 24 ottobre ore 12.30 \nRITRATTO DI DONNA ARABA CHE GUARDA IL MARE\nLaboratorio di analisi drammaturgica sul testo di DAVIDE CARNEVALI\, condotto dall’autore\nPer un Festival che si occupa del rapporto tra lingue parlate\, nazionali o minoritarie che siano\, il testo (premio Riccione per il Teatro 2013) di Davide Carnevali\, che affronta la relazione tra lingua egemonica e lingua minoritaria\, è assolutamente esemplare\, sia all’interno del racconto\, nel rapporto fra i personaggi\, sia come chiave scenica per la sua rappresentazione. Il testo è stato tradotto in questi anni in tedesco\, francese\, inglese\, spagnolo\, catalano\, portoghese e friulano\, e le varie versioni verranno comparate e mescolate\, in un lavoro che si preannuncia molto stimolante. L’idea è che il testo diventi non solo l’oggetto\, ma anche il luogo della traduzione; l’intenzione cioè è di far nascere una riflessione sulle questioni della comprensione e delle egemonie culturali e linguistiche che il testo in sé contiene.\nIn relazione al tipo di lavoro il laboratorio è aperto ad attori che vogliano materialmente cimentarsi con le esercitazioni sceniche\, e ad uditori\, che siano più interessati ad un approccio teorico con le lingue ed il loro reciproco scambio e rapporto.\nDavide Carnevali\, autore e regista\, è artista associato presso il Piccolo Teatro di Milano per il triennio 2022 – 2024 e tutor del programma “Autori under 40” della Biennale di Venezia Teatro. Si è dottorato in Teoria del teatro presso la Universitat Autònoma de Barcelona\, con un periodo di studi alla Freie Universität Berlin\, seguendo i seminari di Hans-Thies Lehmann e Erika Fischer-Lichte. Insegna Drammaturgia e Teoria del teatro alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e al Institut del Teatre di Barcelona.\nSede: Sala Riva Piazzutta e Sala ‘Incontro’ Quartiere San Rocco / Gorizia\nOrari: dal 24 al 27 ottobre 2025 dalle 15 alle 19\nRestituzione aperta: 27 ottobre ore 18.00 \nGNO FI AL CJAMINE NOME UN PÔC PLUI PLANCUT\nLaboratorio per una messinscena friulana sul testo di IVOR MARTINIć\, condotto dall’autore\n‘Moj sin samo malo sporije hoda’ è un fortunatissimo testo di Ivor Martinić tradotto in varie lingue e che vanta ben 22 messinscene in tutto il mondo. L’autore è già stato invitato dal Teatri Stabil Furlan a tenere in Friuli un primo\, breve laboratorio nel novembre del 2024\, nel quale sono state affrontate diverse versioni del testo\, in croato\, spagnolo\, italiano e friulano e al quale hanno partecipato attori di diversa provenienza. Il laboratorio di Gorizia è l’ideale prosecuzione di quell’episodio\, stavolta con un focus più diretto alla lingua friulana\, anche con l’intento di individuare un cast per una futura messinscena.\nIvor Martinić è un drammaturgo croato pluripremiato. I suoi testi sono stati prodotti a Belgrado\, Lubiana\, Spalato\, Zagabria\, Bruxelles\, Londra. Questo testo ha vinto il premio per la migliore opera teatrale al Mess Festival di Sarajevo. In esso si racconta un interno familiare in una città anonima di un paese in cambiamento. Il protagonista è un ragazzo costretto da una malattia a muoversi su una sedia a rotelle.\nSede: Salone della Società Filologica Friulana e Sala ‘Incontro’ Quartiere San Rocco / Gorizia\nOrari: dal 28 al 31 ottobre 2025 dalle 15.00 alle 19.00\nRestituzione aperta: 31 ottobre ore 18.00 \nModalità di iscrizione ai laboratori \nIl costo di ciascun laboratorio è di € 50\,00 (IVA compresa)\, da versare tramite bonifico bancario a: \nIBAN: IT31S0863112300000001036405\nBIC: CCRTIT2TTER\nIntestato a: Teatri Stabil Furlan\nCausale: Iscrizione laboratorio (titolo laboratorio) – Nome e Cognome partecipante \nÈ possibile iscriversi a più laboratori. In tal caso\, indicare nella causale tutti i laboratori scelti.\nSi consiglia di effettuare il pagamento entro tre giorni dalla compilazione del modulo di iscrizione.\nL’iscrizione sarà considerata valida solo dopo la ricezione del pagamento. \nLa partecipazione a uno o più laboratori garantisce l’accesso gratuito a tutti gli spettacoli teatrali in programma dal 23 ottobre al 1 novembre. \nIscriviti
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SUMMARY:Ce crodistu di fâ?!
DESCRIPTION:Di\nFreark Smink \nRegjie di / Regia di\nJos Thie \nTraduzion par furlan di / Traduzione in friulano di\nSerena Fogolini \nCun / Con\nFederico Scridel e Carla Manzon \nSene di / Scena di\nMirjam Groote Gansey \nRealizade di / Realizzata da\nClaudio e Andrea Mezzelani \nMusichis di / Musiche di\nRogier Bosman \nLûs / Luci\nStefano Bragagnolo \nRegjist assistent / Regista assistente\nMassimo Somaglino \n\nCE CRODISTU DI FÂ!’\, e je la conte in prime persone di un coltivadôr diret di vuê: al à di disbratâsi tra la tradizion contadine antighe dal lavôr de tiere e lis dificoltâts par cause dai cambiaments continuis dal clime\, dal lavôr\, e pe tante burocrazie; dut chest lu oblee a vê di adatâsi cence polse aes modalitâts di vore e a une bataie cetant dificile cu la burocrazie par lâ indenant a fâ “cemût che si è fat simpri”; in plui\, al à di viodise cul ricuart de figure mitologjiche di un pari brusc e avonde intrigôs. \nAl è un monolic in comedie\, cun batudis che a son stocadis: un rapuart cuntune mari une vore anziane e no dal dut in se\, e telefonadis cuntune fie plene di ansie e esigjente.\nLis senis\, ricostruidis propit come che a son tal progjet origjinâl\, a permetaran di recitâ une version identiche di chê frisone\, intun rapuart inedit transeuropean che al pee intun unic lavôr teatrâl dôs lenghis minoritariis e dôs culturis che a àn cetantis robis in comun. \n‘CE CRODISTU DI FÃ!’\, è il racconto in prima persona di un coltivatore diretto dei nostri tempi alle prese con l’antica tradizione contadina del lavoro della terra e con le difficoltà che provengono oggi dai continui cambiamenti climatici\, lavorativi\, burocratici in atto\, che costringono a un adattamento continuo delle modalità lavorative e a una difficilissima battaglia con la burocrazia per continuare a ‘fare come si è sempre fatto’\, nonché alle prese con la memoria di una figura mitologica di padre burbero e piuttosto ingombrante.\nMonologo in commedia\, con battute folgoranti\, rapporto con una madre anzianissima e non proprio in sé\, e colloqui telefonici con una figlia estremamente ansiogena e richiedente.\nLe scene\, ricostruite esattamente sul progetto originale\, permetteranno una messinscena identica alla versione frisona\, in un rapporto inedito trans-europeo che lega nel lavoro teatrale due lingue minoritarie e due culture che hanno molte cose in comune. \n\nPlui informazions / maggior informazioni \nwww.arlecchinoerrante.com
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