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SUMMARY:SAPIDI BACI. DI PIETANZE E D’AMORI
DESCRIPTION:di Bettina Carniato e Fabio Turchini \ncun Bettina Carniato\, Giuliano Bonanni\, Barbara Errico\, Giulia Della Peruta\, Antonino Puliafito\, Romano Todesco \nSenografie Andrea e Claudio Mezzelani \nRegjie Bettina Carniato \nProduzion TEATRI STABIL FURLAN e ARLeF \n\n“Sapidi Baci. Di pietanze e d’amori” al è un spetacul in lenghe taliane cuntune anime furlane tal profont: un viaç jenfri memoriis\, savôrs\, musiche e sintiments\, ispirât ae figure di Giuseppina Perusini Antonini (1874-1975)\, pioniere dal vin in Friûl Vignesie Julie. In chest spetacul di tancj colôrs\, la bussade e devente metafore di magjiche zontadure: dai spirts in cercje\, cualchi volte sufierte\, de metât che e mancje\, par fâ di dôs animis diferentis e incompletis une uniche anime perfete; di savôrs che ur van incuintri a altris savôrs\, fin che no componin une pitance di no podê dismenteâ.\n \n‘Sapidi Baci. Di pietanze e d’amori’\, è uno spettacolo in lingua italiana dall’anima profondamente friulana: un viaggio tra memorie\, sapori\, musica e sentimenti\, ispirato alla figura di Giuseppina Perusini Antonini (1874-1975)\, pioniera del vino in Friuli Venezia Giulia. In questo variopinto spettacolo il bacio diventa metafora di magica congiunzione: degli spiriti alla ricerca\, talvolta sofferta\, della metà mancante\, per fare di due anime distinte e incomplete un’unica anima perfetta; di sapori protesi verso altri sapori\, sino a comporre l’indimenticabile pietanza.
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SUMMARY:LENGHE MARI / LINGUA MADRE
DESCRIPTION:FORMAZIONE AL TEATRI STABIL FURLAN\nLa nuova sede si apre ai laboratori. Si inizia con Oscuro/Samek \nIl direttore artistico Massimo Somaglino lo aveva detto nell’occasione dell’inaugurazione della nuova sede: ‘Adesso abbiamo uno spazio\, dobbiamo farlo funzionare’. E così accade.  \nOltre alla rassegna teatrale ‘Savôrs’\, che si svolge quest’anno quasi interamente nella nuova sede di via della Vecchia Filatura\, 10 a Torreano di Martignacco\, e alle prove delle nuove produzioni che debutteranno in stagione\, ‘La dì che lis pantianis a son sparidis’ e ‘La vôs dal timp’\, la sala si apre a nuove iniziative\, sempre nell’ottica dell’attività teatrale dedicata al pubblico friulano e non.  \nParte il laboratorio ‘Lenghe mari / Lingua madre’  con Nicoletta Oscuro e Hugo Samek che per quattro week-end tra marzo e giugno\, troverà accoglienza nella grande sala TSF. \nCondotto da Nicoletta Oscuro\, attrice\, cantante e pedagoga molto apprezzata in Friuli\, e Hugo Samek\, autore\, musicista e ballerino\, argentino di nascita ma residente da molti anni in Friuli\, ‘Lenghe mari /Lingua madre’ sarà una vera palestra dedicata ad attrici\, attori\, registi\, teatranti e persone desiderose di teatro in generale\, per ricercare\, sperimentare e attingere alle fonti della propria energia espressiva.  \nIl laboratorio è aperto a chiunque voglia mettersi in gioco e sperimentare in libertà con il proprio corpo\, la propria voce e soprattutto la propria lingua madre\, quella per lui più autentica che sia il friulano\, l’italiano\, lo spagnolo\, il rumeno\, il russo il polacco o qualunque sia la lingua dei partecipanti sarà oggetto di sperimentazione laboratoriale. \nIl corpo\, la parola\, la relazione\, il ritmo\, il ballo\, la poesia\, il piacere del gioco puro e una riflessione sugli elementi fondanti della pratica teatrale attraverso uno sguardo contemporaneo (ritmo\, improvvisazione\, relazione\, presenza)\, saranno le materie che questo laboratorio metterà in campo sotto la guida dei due maestri.  \nGli appuntamenti con “Lenghe mari / Lingua madre” si svolgeranno in 4 week-end e precisamente sabato 21 e domenica 22 marzo; sabato 11 e domenica 12 aprile; sabato 30 e domenica 31 maggio e sabato 27 e domenica 28 giugno. Il sabato dalle 16 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 14. Il progetto è sostenuto dal Teatri Stabil Furlan con il prezioso sostegno di ‘Prospettiva T – Teatro nei luoghi’\, è previsto per un numero massimo di 20 partecipanti\, dai 18 anni in su.  \nIl costo è di 25 euro a week-end e l’iscrizione può essere effettuata ai singoli week-end\, oppure a tutti e 4\, il programma sarà infatti personalizzato di volta in volta sulla base delle caratteristiche delle persone presenti in sala. \nLa partecipazione al laboratorio darà diritto anche all’ingresso a due spettacoli presentati nella rassegna ‘Savôrs’ del TSF.  \n‘Conosco Nicoletta da quando era ragazzina\,’ dice Somaglino\, ‘ho seguito il suo percorso di studio e di formazione professionale dai tempi della Nico Pepe fino alle esperienze con grandi maestri del teatro contemporaneo. E’ un’eccellenza della pedagogia teatrale della nostra regione e trovo che questo suo desiderio di trasferire la competenza a nuove generazioni di artisti friulani sia un dono alla città ed all’intero territorio. Siamo fortunati ad averlo intercettato noi’.  \nPer informazioni scrivere a prenotazioni@teatristabilfurlan.it o contattate il n. 392 327 3719
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DESCRIPTION:FORMAZIONE AL TEATRI STABIL FURLAN\nLa nuova sede si apre ai laboratori. Si inizia con Oscuro/Samek \nIl direttore artistico Massimo Somaglino lo aveva detto nell’occasione dell’inaugurazione della nuova sede: ‘Adesso abbiamo uno spazio\, dobbiamo farlo funzionare’. E così accade.  \nOltre alla rassegna teatrale ‘Savôrs’\, che si svolge quest’anno quasi interamente nella nuova sede di via della Vecchia Filatura\, 10 a Torreano di Martignacco\, e alle prove delle nuove produzioni che debutteranno in stagione\, ‘La dì che lis pantianis a son sparidis’ e ‘La vôs dal timp’\, la sala si apre a nuove iniziative\, sempre nell’ottica dell’attività teatrale dedicata al pubblico friulano e non.  \nParte il laboratorio ‘Lenghe mari / Lingua madre’  con Nicoletta Oscuro e Hugo Samek che per quattro week-end tra marzo e giugno\, troverà accoglienza nella grande sala TSF. \nCondotto da Nicoletta Oscuro\, attrice\, cantante e pedagoga molto apprezzata in Friuli\, e Hugo Samek\, autore\, musicista e ballerino\, argentino di nascita ma residente da molti anni in Friuli\, ‘Lenghe mari /Lingua madre’ sarà una vera palestra dedicata ad attrici\, attori\, registi\, teatranti e persone desiderose di teatro in generale\, per ricercare\, sperimentare e attingere alle fonti della propria energia espressiva.  \nIl laboratorio è aperto a chiunque voglia mettersi in gioco e sperimentare in libertà con il proprio corpo\, la propria voce e soprattutto la propria lingua madre\, quella per lui più autentica che sia il friulano\, l’italiano\, lo spagnolo\, il rumeno\, il russo il polacco o qualunque sia la lingua dei partecipanti sarà oggetto di sperimentazione laboratoriale. \nIl corpo\, la parola\, la relazione\, il ritmo\, il ballo\, la poesia\, il piacere del gioco puro e una riflessione sugli elementi fondanti della pratica teatrale attraverso uno sguardo contemporaneo (ritmo\, improvvisazione\, relazione\, presenza)\, saranno le materie che questo laboratorio metterà in campo sotto la guida dei due maestri.  \nGli appuntamenti con “Lenghe mari / Lingua madre” si svolgeranno in 4 week-end e precisamente sabato 21 e domenica 22 marzo; sabato 11 e domenica 12 aprile; sabato 30 e domenica 31 maggio e sabato 27 e domenica 28 giugno. Il sabato dalle 16 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 14. Il progetto è sostenuto dal Teatri Stabil Furlan con il prezioso sostegno di ‘Prospettiva T – Teatro nei luoghi’\, è previsto per un numero massimo di 20 partecipanti\, dai 18 anni in su.  \nIl costo è di 25 euro a week-end e l’iscrizione può essere effettuata ai singoli week-end\, oppure a tutti e 4\, il programma sarà infatti personalizzato di volta in volta sulla base delle caratteristiche delle persone presenti in sala. \nLa partecipazione al laboratorio darà diritto anche all’ingresso a due spettacoli presentati nella rassegna ‘Savôrs’ del TSF.  \n‘Conosco Nicoletta da quando era ragazzina\,’ dice Somaglino\, ‘ho seguito il suo percorso di studio e di formazione professionale dai tempi della Nico Pepe fino alle esperienze con grandi maestri del teatro contemporaneo. E’ un’eccellenza della pedagogia teatrale della nostra regione e trovo che questo suo desiderio di trasferire la competenza a nuove generazioni di artisti friulani sia un dono alla città ed all’intero territorio. Siamo fortunati ad averlo intercettato noi’.  \nPer informazioni scrivere a prenotazioni@teatristabilfurlan.it o contattate il n. 392 327 3719
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SUMMARY:LA Dì CHE LIS PANTIANIS A SON SPARIDIS
DESCRIPTION:Di e cun Michele Polo\, Federico Scridel e Leo Virgili \nProduzion Teatri Stabil Furlan \nteatro d’attore in lingua friulana \nDai 5 agns in sù \n  \nLis pantianis al gjenar uman ur dan une vore di sodisfazions: copâlis\, velenâlis\, sdrumâlis cul racli: ce gust! E ce sucedial se invezit lis pantianis a sparissin?\nA sucedarà la fin dal mont des pantianis\, intune gnot dulà che i oms e lis feminis e an copât masse\, sdrumât masse\, invelenât masse. Lis pantianis la clamaran “la gnot dal maçalizi”.\n \nLe pantegane danno al genere umano un sacco di soddisfazioni: ucciderle\, avvelenarle\, spiaccicarle cul racli… che piacere! E cosa succederebbe se invece le pantegane sparissero?\nArriverà la fine del mondo delle pantegane\, in una notte in cui uomini e donne ne avranno uccise\, stramazzate e avvelenate troppe. Le pantegane la chiameranno “la notte del massacro”.
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SUMMARY:LA VÔS DAL TIMP
DESCRIPTION:di Carlo Onado \ncun Serena Costalunga e Maurizio Fanin \nRegjie di Massimo Somaglino \nProduzion TEATRI STABIL FURLAN \nUn ringraciament pe consulence enologjiche Lorenzo e Federica – Vignai da Duline \n\n“Al è un suicidi\, nol va dubi”. Al somee che il comissari Bruno Berton al vedi pôc ce indagâ. Giulio Pasutti\, zovin viticultôr e enolic visionari\, erêt di metât de aziende Pasut\, impegnât te produzion di un “Grand Cru” di Pinot Neri che al à non “Neri Pasut”\, si è copât in mût atroç te sô cantine. Si che duncje chê che il comissari i fâs ae sûr de vitime\, Letizia\, proprietarie di chê altre metât de aziende\, sbalsamade par ce che al è sucedût e scunide pal dolôr\, e je dibot une visite di cortesie. Se nol fos par chê butilie di vin stranie\, cence etichete\, che il comissari al à puartade daûr\, l’incuintri al podarès durâ pardabon pôcs minûts. Il lôr dialic intim\, però\, planc a planc. intun zûc psicologjic sutîl di atacs e difesis\, al finirà par contâ une altre storie.\n \n‘E’ un suicidio\, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti\, giovane viticoltore ed enologo visionario\, erede della metà dell’azienda Pasut\, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’\, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima\, Letizia\, proprietaria dell’altra metà dell’azienda\, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé\, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano\, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese\, finirà per raccontare un’altra storia.
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