IN ETERNI IL NESTRI ÎR

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

Questo dramma, tradotto in friulano dall’originale tedesco, è un’opera corale, ma di un coro di fantasmi, quegli stessi che riempiono la nostra terra e i nostri concetti di ‘identità’: quante ce ne sono in Friuli, sia a cercarle nel paesaggio, sia in una maniera del tutto metaforica, di case che delimitano i confini? E lo stesso Friuli, non è forse stato (e non è ancora) una casa con una porta, talvolta aperta altre chiusa, per accogliere o respingere, per partire, tornare, scacciare un ‘Altro’ che arrivava, e che arriva ancora, dal ‘mondo che brucia’? E non è la porta stessa a segnare quei due spazi differenti laddove prima ce n’era uno solo?

ANCHE SE LA MUSICA NON C’È

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

"Anche se la musica non c'è" è uno spettacolo dedicato alla vita di Argia Manarin, una donna che ha saputo trasformare il dolore e l'ingiustizia in un canto silenzioso di forza e resilienza. Argia ha affrontato il giudizio, l'abbandono e le profonde ferite invisibili di un'epoca in cui mancavano le parole per descrivere il disagio e la violenza, ma non si è mai spezzata. La sua storia racconta la capacità straordinaria di resistere, anche quando la vita sembra toglierti ogni melodia. Una testimonianza di primule che si schiudono all’ombra e alberi che crescono sulle pietre del Tagliamento. Ne abbiamo raccolto i petali e seguito le radici ridipingendo questa preziosa eredità, nei suoi tratti essenziali e con il suo stesso amore per l’essere umano.

SAPIDI BACI. DI PIETANZE E D’AMORI

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

‘Sapidi Baci. Di pietanze e d'amori’, è uno spettacolo in lingua italiana dall'anima profondamente friulana: un viaggio tra memorie, sapori, musica e sentimenti, ispirato alla figura di Giuseppina Perusini Antonini (1874-1975), pioniera del vino in Friuli Venezia Giulia. In questo variopinto spettacolo il bacio diventa metafora di magica congiunzione: degli spiriti alla ricerca, talvolta sofferta, della metà mancante, per fare di due anime distinte e incomplete un'unica anima perfetta; di sapori protesi verso altri sapori, sino a comporre l'indimenticabile pietanza.

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LA VÔS DAL TIMP

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

‘E’ un suicidio, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti, giovane viticoltore ed enologo visionario, erede della metà dell’azienda Pasut, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima, Letizia, proprietaria dell’altra metà dell’azienda, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese, finirà per raccontare un’altra storia.

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‘E’ un suicidio, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti, giovane viticoltore ed enologo visionario, erede della metà dell’azienda Pasut, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima, Letizia, proprietaria dell’altra metà dell’azienda, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese, finirà per raccontare un’altra storia.

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LA VÔS DAL TIMP

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‘E’ un suicidio, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti, giovane viticoltore ed enologo visionario, erede della metà dell’azienda Pasut, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima, Letizia, proprietaria dell’altra metà dell’azienda, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese, finirà per raccontare un’altra storia.

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DRUGAČEN SVET / UN ALTRI MONT

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

Drugačen svet/Un altri mont è un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena. Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove. Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti. Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.

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Drugačen svet/Un altri mont è un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena. Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove. Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti. Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.

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Drugačen svet/Un altri mont è un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena. Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove. Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti. Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.

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L’ALTRA DA ME

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‘L‘altra da me’ si ispira al libro ‘Tutte le anime del mio corpo - diario di una giovane partigiana’, che presenta il ritratto di una giovane donna, Maria Antonietta Moro, impegnata prima nelle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi e poi nella Resistenza italiana. La giovane, nei mesi in cui è costretta a nascondersi, scrive un diario. ll documento viene ritrovato dalla figlia solo dopo la morte della madre. Si tratta di pagine scritte durante il conflitto e quindi immediate nella restituzione delle impressioni e dei sentimenti di una giovane combattente. Pagine che hanno gettato luce su ciò che la figlia non aveva mai saputo della madre. Pur rivolgendosi ad un pubblico generalista adulto il lavoro si è posto l'obiettivo di suscitare l'interesse dei giovani. Per farlo è stata fatta una scelta stilistica minimalista: niente scene, niente costumi, niente azione, nulla che possa evocare una qualche sensazione vintage o retrò nell'approccio estetico dell'esecuzione. A dominare la scena sono elementi pop come microfoni, cuffie, lampade, console, computer, elementi che i giovani sanno codificare e atmosfere da club. Protagoniste assolute della scena: voce, musica e immaginazione.

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‘L‘altra da me’ si ispira al libro ‘Tutte le anime del mio corpo - diario di una giovane partigiana’, che presenta il ritratto di una giovane donna, Maria Antonietta Moro, impegnata prima nelle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi e poi nella Resistenza italiana. La giovane, nei mesi in cui è costretta a nascondersi, scrive un diario. ll documento viene ritrovato dalla figlia solo dopo la morte della madre. Si tratta di pagine scritte durante il conflitto e quindi immediate nella restituzione delle impressioni e dei sentimenti di una giovane combattente. Pagine che hanno gettato luce su ciò che la figlia non aveva mai saputo della madre. Pur rivolgendosi ad un pubblico generalista adulto il lavoro si è posto l'obiettivo di suscitare l'interesse dei giovani. Per farlo è stata fatta una scelta stilistica minimalista: niente scene, niente costumi, niente azione, nulla che possa evocare una qualche sensazione vintage o retrò nell'approccio estetico dell'esecuzione. A dominare la scena sono elementi pop come microfoni, cuffie, lampade, console, computer, elementi che i giovani sanno codificare e atmosfere da club. Protagoniste assolute della scena: voce, musica e immaginazione.

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‘L‘altra da me’ si ispira al libro ‘Tutte le anime del mio corpo - diario di una giovane partigiana’, che presenta il ritratto di una giovane donna, Maria Antonietta Moro, impegnata prima nelle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi e poi nella Resistenza italiana. La giovane, nei mesi in cui è costretta a nascondersi, scrive un diario. ll documento viene ritrovato dalla figlia solo dopo la morte della madre. Si tratta di pagine scritte durante il conflitto e quindi immediate nella restituzione delle impressioni e dei sentimenti di una giovane combattente. Pagine che hanno gettato luce su ciò che la figlia non aveva mai saputo della madre. Pur rivolgendosi ad un pubblico generalista adulto il lavoro si è posto l'obiettivo di suscitare l'interesse dei giovani. Per farlo è stata fatta una scelta stilistica minimalista: niente scene, niente costumi, niente azione, nulla che possa evocare una qualche sensazione vintage o retrò nell'approccio estetico dell'esecuzione. A dominare la scena sono elementi pop come microfoni, cuffie, lampade, console, computer, elementi che i giovani sanno codificare e atmosfere da club. Protagoniste assolute della scena: voce, musica e immaginazione.