La sauride stagjon dal Teatri Stabil Furlan

‘Savôrs’ e je la peraule ’dal gustâ’ che chest’an o vin sielgiût par dai il titul a la gnove stagjon 2026 dal Teatri Stabil Furlan. E di ‘gustâ’ si cjacare, difat, presentant une stagjon che a mostre parsore di une stesse taule tancj savôrs diferents, preparâts di tancj artiscj furlans di divignincis diviersis de nestre regjon, tacant de montagne pordenonêse (chê de pitine, par capîsi) di Marta Riservato che nus conte la storie straordinarie di sô none Argie, passant par chê citât che a sarà capitâl taliane de culture 2027 di Lisa Moras, cuntune storie che a sa di orient e di ocident, lant indenant viars soreli jevât cul lavôr centrât sul mangjâ furlan dal libri di recipis de contesse Perusini di Bettina Carniato, une polse tal Cuei par un bon taj cul lavôr sul vin di Carlo Onado, scritôr di zai milanês prestât al Friûl, e vie ancjemò simpri lant viars il cricâ dì cun la conte di un pâr di smursiei blancs e ros pierdûs intune storie là che par mangjâ a dile dute si mangjave ben pôc, de bande de gurizane Elisa Menon, e ancjemò plui in là cul incuintri sul confin, fra salamp e cevapcici di Aida Talliente e Patrizia Jurincic Finzgar. Rivant ancje a fâ un scjampon tas Gjermaniis là che i Krauten a deventin bruade par contâ une altre storie dal secul passât de bande di Maria Milisavljevic (tantis feminis chest’an), cul jutori preziôs di Federico Scarpin e un grant salt (chel sì, ‘oceanic’) di chê atre bande dal mont cul incuintri speciâl fra ramen e ‘suf, fra Yukio Mishima e Pier Paolo Pasolini siervît in taule di Marco Maria Tosolini. Ce sorte di viaç dentri de mangjative, nomo? E dut chest intun ambient gnûf dal dut, la gnove sede dal TSF, che a si cjate dentri de fiere di Torrean di Martignà. Une taule gnove gnove tant che un altri savôr di zontâ àl gustâ. ‘Gustâ’, propit.
Vegnîso a cene cun nô?

 

ANCHE SE LA MUSICA NON C’È

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

"Anche se la musica non c'è" è uno spettacolo dedicato alla vita di Argia Manarin, una donna che ha saputo trasformare il dolore e l'ingiustizia in un canto silenzioso di forza e resilienza. Argia ha affrontato il giudizio, l'abbandono e le profonde ferite invisibili di un'epoca in cui mancavano le parole per descrivere il disagio e la violenza, ma non si è mai spezzata. La sua storia racconta la capacità straordinaria di resistere, anche quando la vita sembra toglierti ogni melodia. Una testimonianza di primule che si schiudono all’ombra e alberi che crescono sulle pietre del Tagliamento. Ne abbiamo raccolto i petali e seguito le radici ridipingendo questa preziosa eredità, nei suoi tratti essenziali e con il suo stesso amore per l’essere umano.

SAPIDI BACI. DI PIETANZE E D’AMORI

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

‘Sapidi Baci. Di pietanze e d'amori’, è uno spettacolo in lingua italiana dall'anima profondamente friulana: un viaggio tra memorie, sapori, musica e sentimenti, ispirato alla figura di Giuseppina Perusini Antonini (1874-1975), pioniera del vino in Friuli Venezia Giulia. In questo variopinto spettacolo il bacio diventa metafora di magica congiunzione: degli spiriti alla ricerca, talvolta sofferta, della metà mancante, per fare di due anime distinte e incomplete un'unica anima perfetta; di sapori protesi verso altri sapori, sino a comporre l'indimenticabile pietanza.

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LA VÔS DAL TIMP

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

‘E’ un suicidio, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti, giovane viticoltore ed enologo visionario, erede della metà dell’azienda Pasut, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima, Letizia, proprietaria dell’altra metà dell’azienda, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese, finirà per raccontare un’altra storia.

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‘E’ un suicidio, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti, giovane viticoltore ed enologo visionario, erede della metà dell’azienda Pasut, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima, Letizia, proprietaria dell’altra metà dell’azienda, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese, finirà per raccontare un’altra storia.

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LA VÔS DAL TIMP

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

‘E’ un suicidio, non ci sono dubbi’. Il commissario Bruno Berton sembra avere poco da indagare. Giulio Pasutti, giovane viticoltore ed enologo visionario, erede della metà dell’azienda Pasut, impegnato nella produzione di un ‘Grand Cru’ di Pinot Nero dal nome di ‘Neri Pasut’, si è ucciso in modo atroce nella sua cantina. E’ quindi quasi una visita di cortesia quella che il commissario compie alla sorella della vittima, Letizia, proprietaria dell’altra metà dell’azienda, sconvolta dall’episodio e schiantata dal dolore. Non ci fosse quella strana bottiglia di vino senza etichetta che il commissario ha portato con sé, l’incontro potrebbe davvero durare pochi minuti. Il loro intimo dialogo però pian piano, in un sottile gioco psicologico di attacchi e difese, finirà per raccontare un’altra storia.

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DRUGAČEN SVET / UN ALTRI MONT

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

Drugačen svet/Un altri mont è un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena. Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove. Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti. Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.

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DRUGAČEN SVET / UN ALTRI MONT

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Drugačen svet/Un altri mont è un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena. Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove. Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti. Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.

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DRUGAČEN SVET / UN ALTRI MONT

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Drugačen svet/Un altri mont è un “rito” nato dall’incontro tra due donne, Aida e Patrizia: una friulana e l’altra slovena. Le loro vite sono legate in modo affettivo e familiare a quel confine che un tempo separava l’Est dall’Ovest; confine che con la sua ambivalenza diventa simbolo di divisione e di chiusura ma anche di incontro e di slancio verso un altrove. Chi partecipa al rito viene accolto in un “luogo di memoria”, in cui le due donne intrecciano la loro storia fino a renderla un’esperienza che, con delicatezza, coinvolge tutti. Un percorso sensoriale ed immersivo che invita a varcare una soglia e a entrare, per un po’ di tempo, in un altro mondo: quello sognato, sperato, desiderato.

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L’ALTRA DA ME

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

‘L‘altra da me’ si ispira al libro ‘Tutte le anime del mio corpo - diario di una giovane partigiana’, che presenta il ritratto di una giovane donna, Maria Antonietta Moro, impegnata prima nelle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi e poi nella Resistenza italiana. La giovane, nei mesi in cui è costretta a nascondersi, scrive un diario. ll documento viene ritrovato dalla figlia solo dopo la morte della madre. Si tratta di pagine scritte durante il conflitto e quindi immediate nella restituzione delle impressioni e dei sentimenti di una giovane combattente. Pagine che hanno gettato luce su ciò che la figlia non aveva mai saputo della madre. Pur rivolgendosi ad un pubblico generalista adulto il lavoro si è posto l'obiettivo di suscitare l'interesse dei giovani. Per farlo è stata fatta una scelta stilistica minimalista: niente scene, niente costumi, niente azione, nulla che possa evocare una qualche sensazione vintage o retrò nell'approccio estetico dell'esecuzione. A dominare la scena sono elementi pop come microfoni, cuffie, lampade, console, computer, elementi che i giovani sanno codificare e atmosfere da club. Protagoniste assolute della scena: voce, musica e immaginazione.

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L’ALTRA DA ME

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‘L‘altra da me’ si ispira al libro ‘Tutte le anime del mio corpo - diario di una giovane partigiana’, che presenta il ritratto di una giovane donna, Maria Antonietta Moro, impegnata prima nelle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi e poi nella Resistenza italiana. La giovane, nei mesi in cui è costretta a nascondersi, scrive un diario. ll documento viene ritrovato dalla figlia solo dopo la morte della madre. Si tratta di pagine scritte durante il conflitto e quindi immediate nella restituzione delle impressioni e dei sentimenti di una giovane combattente. Pagine che hanno gettato luce su ciò che la figlia non aveva mai saputo della madre. Pur rivolgendosi ad un pubblico generalista adulto il lavoro si è posto l'obiettivo di suscitare l'interesse dei giovani. Per farlo è stata fatta una scelta stilistica minimalista: niente scene, niente costumi, niente azione, nulla che possa evocare una qualche sensazione vintage o retrò nell'approccio estetico dell'esecuzione. A dominare la scena sono elementi pop come microfoni, cuffie, lampade, console, computer, elementi che i giovani sanno codificare e atmosfere da club. Protagoniste assolute della scena: voce, musica e immaginazione.

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L’ALTRA DA ME

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‘L‘altra da me’ si ispira al libro ‘Tutte le anime del mio corpo - diario di una giovane partigiana’, che presenta il ritratto di una giovane donna, Maria Antonietta Moro, impegnata prima nelle attività dei gruppi antifascisti jugoslavi e poi nella Resistenza italiana. La giovane, nei mesi in cui è costretta a nascondersi, scrive un diario. ll documento viene ritrovato dalla figlia solo dopo la morte della madre. Si tratta di pagine scritte durante il conflitto e quindi immediate nella restituzione delle impressioni e dei sentimenti di una giovane combattente. Pagine che hanno gettato luce su ciò che la figlia non aveva mai saputo della madre. Pur rivolgendosi ad un pubblico generalista adulto il lavoro si è posto l'obiettivo di suscitare l'interesse dei giovani. Per farlo è stata fatta una scelta stilistica minimalista: niente scene, niente costumi, niente azione, nulla che possa evocare una qualche sensazione vintage o retrò nell'approccio estetico dell'esecuzione. A dominare la scena sono elementi pop come microfoni, cuffie, lampade, console, computer, elementi che i giovani sanno codificare e atmosfere da club. Protagoniste assolute della scena: voce, musica e immaginazione.

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GUANCE BIANCHE E ROSSE

Sale TSF Via della Vecchia Filatura, Martignacco, Italy

Elda Turchetti, è una giovane donna che, negli anni della seconda guerra mondiale al confine orientale del Friuli, cerca come tante di sopravvivere. Il racconto restituisce i suoi ultimi mesi di vita che coincidono con quelli finali del conflitto, e ricostruisce le vicende che la conducono alle Malghe di Porzûs, dove si trova il comando dei partigiani della Brigata Osoppo. La ragazza infatti, dopo aver accettato di lavorare per un breve periodo come spia al soldo dei tedeschi ed essere stata scoperta e denunciata da Radio Londra, nel dicembre del 1944 si consegna ai partigiani per chiarire la sua posizione ottenendo di essere condotta alle Malghe, dove viene processata, scagionata e trattenuta con mansioni di servizio. Ma il 7 febbraio del 1945 un gruppo di circa un centinaio di partigiani garibaldini guidati da Mario Toffanin attacca il comando osovano facendo morti e prigionieri ed in quella triste vicenda anche Elda perde la vita. Una narrazione intima, accompagnata dal sound design di Francesco Ivone e dai brani per fisarmonica composti da Aleksander Ipavec, che immagina il vissuto di una ragazza al tempo della guerra per provare a comprendere cosa accade alla dimensione personale e a quella collettiva quando forze così grandi e sconvolgenti si riversano nelle vite della persone.